<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="CP_ACP"%> Francesco Damiano - Dicono di me...

"...che scemo!!!"
  Autori Vari (AA.VV.)
"Sei davvero una bella persona"
  AA.VV.
"Sei troppo buono..."
  AA.VV.
"Sei in ritardo"
  AA.VV.
"Ma chi ca22o è 'sto Francesco Damiano?????"
  Gli allievi dell'Hdemia del comico
"Sei ciò che di più bello mi sia capitato"
  <si cercano candidate...>
"Ti voglio bene Francesco, davvero, come una madre"
  Mia madre
"Grazie perchè esisti... però ora, ti togli dalle palle"
  Luca F.
"Ecco il morto!"
  Sentita al Cab41 durante una mia esibizione
"Ti voglio bene Francesco, davvero, come una sorella"
  Mio padre
"Deh... ma hai scorreggiato? No?!? Allora è l'alito!"
  Michele Brugo
"Sei bellissimo! Dai, non ci credi? E fai bene."
  Lella
"Vai a lavorareee, cretinooo!"
  AA.VV. dell'oratorio di Riva presso Chieri
"Francè ...non è ...bruttissima"
  Marco Mancin
"Hai del rossetto sul colletto della camicia"
  Bella Bambina
"Mmmhh ...come baci bene Francesco"
  Monica
"Mmmmhhh ...come baci bene Francesco"
  Luca Regina
"...però fai 5 minuti!"
  Claudio S.
"Approvecha tu Vida"
  Veronik
"Sei l'uomo più delicato e rispettoso ke abbia mai conosciuto"
  Gisella
"Sei un bravo cabarettista!"
  <si cercano bugiardi credibili...>
"Sei davvero un GLANDE!!!"
  Noemi
"Sul palco sei stato bravo! Quando poi farai anche ridere allora chiamami che torno a vederti"
  Federico Bianco
"Diventerai un bravo comico... ma mai come me!"
  FRANCO ...noto comico televisivo
"DU E IO BAREMO DANDA SDRADA"
  Isaura, nigeriana sulla SS10, vicino al ponte di Villanova d'Asti
     
   
Anche ALESSANDRO DEL PIERO
ha speso parole per ME: 
"Scusi ...mi sa dire dov'è Via Caboto?"
  Alessandro Del Piero
   
     

E dopo tante cavolate
ecco un paio di citazioni serie:

"Ottimo monologhista, Francesco Damiano riserva particolare attenzione alla costruzione dei propri personaggi. Battute efficaci e immediate, situazioni paradossali, brillanti invenzioni umoristiche e un’attenta cura della mimica ne esaltano l’innata verve comica. Il suo modo originale di fare cabaret passa dal cabaret al clown con sensazionali trovate comiche. Poliedrico e multiforme, ama definirsi un poetico sado cabarettista."
 

Ecco cosa dice del mio spettacolo:
Andrea Fasoglio (gestore del locale CAB41)

L'inizio è apparentemente cheto, ma subito dopo irrompe esplosivo il suo stare sul palco. Un clown umano e poetico e nello stesso tempo cinico e spietato, un sado-cabarettista. Soprattutto quando nel suo spettacolo “esplora la propria …intimità” per parlare di sé e del suo status-single. Poi veste, anzi, s-veste i panni del mago astrologo e sensitivo celebre per le sue doti “indovinatorie”. Infine canta, balla insomma il suo spettacolo è un vero e proprio MINI-VARIETA’
  Ecco cosa dice del mio spettacolo:
Daniele Raco (cabarettista professionista)
     

 

E addirittura un'INTERVISTA

1. "Emozionarsi per emozionare" è la tua massima per il mestiere del cabarettista, quando sei su un palco ti emozioni ancora oggi come ai tempi de "I Barcaioli"?
  Assolutamente si. Penso davvero che l’emozione di salire su un palco ed esibirmi sia una delle emozioni che ognuno nella vita dovrebbe provare.
Nella mia seppur breve carriera, sono professionista da 5 anni, mi è già capitato di tutto, mi sono esibito davanti a 3.000 persone, come mi è capitato di fare spettacolo davanti a 8 persone, donandomi completamente. Beh, certo non è più come la prima, primissima volta che mi venne quasi da balbettare.
2. Oltre al cabaret, ti sei occupato anche di musical, cortometraggi e cinema, quali sono le tue prossime mete professionali?
  Ti ringrazio della domanda e spero di ringraziarti anche della risposta. (ride) Avendo ricevuto una preparazione attoriale prima ancora che comica, riesco ad interpretare anche ruoli seri e drammatici. Nei musical è stata più una sfida con me stesso, ed è stata una bella sorpresa vederne i risultati. Avevo studiato canto per due anni e ho potuto così mettere in pratica le cose studiate. Il cinema sarebbe la mia ideale collocazione a medio-lungo termine, però facciamo le cose per gradi, anzi…
3. Quali sono gli spunti per costruire un personaggio?
Da dove prendi l’ispirazione?
  L’imitazione. Fin da bambino imitavo la maestra di scuola elementare intrattenendo i miei compagni di scuola durante la ricreazione o nei minuti prima dello squillo della campanella per uscire. Sembra un luogo comune ma è così, anche alle superiori. E anche quando ho lavorato come consulente informatico. Nel posto di lavoro non c’era capo o collega a cui non facessi la caricatura.

4. Che consigli daresti a un giovane che vuole intraprendere la strada del comico?

 

Studiare e avere metodo, certo, però, ora dico una cosa contestabile, cioè non condivisibile da tutti anche dai futuri comici, io penso che: uno è comico o non lo è. Detto questo voglio dire che la tecnica si può imparare, ma aumenterà fino ad un massimo del 25%. Quindi facendo i conti se uno ha già la vena comica al 75% arriverà ad avere il 100%, se uno nasce comico al 20% al max arriverà al 45%. Non si tratta di discriminazione ma di talento, sia ben chiaro, se uno è nato per fare il pianista, difficilmente farà il panettiere. E lo studio serve proprio ad educare e orientare il proprio talento. E poi serve passione e fare tanta gavetta. Il "mestiere del comico" è un mestiere artigianale, si migliora con il tempo.